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Il DIo Apollo è il Satiro

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Il DIo Apollo è il Satiro

Messaggio  ladro_di_parole il Mer Ago 19, 2009 1:31 pm

Una volta leggendo un libro di Valerio Massimo MANFREDI, trovai questo racconto, tratto dalla mitologia classica, che poi ho elaborato e fatto mio e condito con un viaggio mistico di un viaggiatore che cerca la conoscenza, come in fondo lo siamo tutti un pò noi viaggiatori del tempo che va'.






Il viaggiatore aveva percorso km su km, al seguito di un richiamo antico, che spesso si tramutava nel dolce suono di un flauto; quella musica assumeva tonalità che passavano dal magico al dolce per poi spruzzarsi come essenza di spezie orientali in malinconia, a volte diventava così struggente da portarlo quasi alle soglie della pazzia, la stessa che avevano provato Colombo , Livingstone e tanti altri esploratori dell'ignoto.
Nel corso del suo cammino, come in una caccia al tesoro aveva ritrovato tracce di antichi graffiti nascosti in grotte misteriose e seguendole era arrivato fino all'altopiano Anatolico dal quale sgorgava la sorgente del fiume Meandro, quando vi giunse era ormai in preda ad una febbre simile a quella degli antichi cercatori d'oro, il vento spazzava quelle valli piene di boschi e le radure pietrose sulle quali si abbarbicavano alcuni steli arbustivi che non volevano arrendersi all'aridità del suolo , ma che invece rompevano con la caparbietà lunga di millenni la roccia per trasformarla in humus fertile.
L'uomo bevve dalla fonte argentina che sgorgava copiosa dalla sorgente posta dentro una fenditura fra le rocce e si addormentò, allo scoppiettare del fuoco che aveva acceso.
Quando la notte divenne profonda si svegliò al rumore di un soffio di vento e di un flauto, istintivamente capì che era alla fine del suo viaggio- finalmente avrebbe incontrato colui che lo chiamava e gli indicava il cammino.
Fra i riverberi delle fiamme quasi consunte vide un'ombra .....................non ebbe paura anche se la figura che appariva era quasi mostruosa, la parte bassa del corpo caprina mentre il busto superiore era quello di un uomo, la testa invece un misto far le due nature,corte corna quasi diaboliche e un viso che dietro alle pieghe e a una rocciosa ruvidezza, era piangente.
La voce era melodiosa , simile al canto di mille sirene, libera come il volo di una rondine in Maggio ,ma con la forza che solo le onde del mare possiedono.
Sei arrivato fin qua perchè ti ho chiamato,Ramingo,io sono MARSYA l'ombra del Satyro che camminava su queste terre un tempo, voglio raccontarti la mia storia perchè tu possa diffonderla fra gli uomini,che possano a loro volta trarne le conseguenze e non lasciarsi mai tentare dall'orgoglio.
UN tempo avevo imparato a suonare questo strumento ricavato dalle canne del fiume,che qui nasce , e quando lo facevo tutti gli uomini fermavano le greggi ed ascoltavano il suono che traevo da esso,il vento si fermava il fiume interrompeva il suo corso e gli uccellini accompagnavano con il loro canto la musica incantata.
Ero così orgoglioso che un giorno dissi,”potrei anche sfidare il Divino Apollo”… avevo appena pronunciato quelle parole che come per magia apparve splendente una luce magica,dalla quale uscì il Dio,aveva nelle mani una cetra e nell’altra un lungo coltello affilato “Sei tu che mi hai sfidato?Ora vedremo se avrai coraggio di gareggiare con me,ma per poterlo fare bisogna mettere in gioco io la mia gloria tu la tua pelle, se perderai provvederò io stesso a togliertela ancora vivo,per poi lasciarti sanguinante alle bestie feroci che popolano la notte.
Scusami o splendente- dissi allora io,come potrò esser sicuro dell’imparzialità del giudizio?-
Apollo mi rispose, “ a giudicare chiamo le nove Muse che sono in numero dispari,quindi non ci sarà parità” Forse ottenebrato dal mio orgoglio o forse la Divinità aveva provveduto ad ottenebrarmi ,accettai….cominciai io,e quando suonai mai suono più dolce avevano udito gli uomini della terra,ancora una volta si fermarono i fiumi,il vento cessò ancora una volta il suo incedere,suonai per ore creando come una cortina magica.
Quando esausto finii,toccò al Dio,prese la sua cetra che aveva una corda in più e da quella cominciò a trarre una musica che smuoveva le montagne,la terra era preda di sussulti e il vento diventava impetuoso,al suono di quella musica celestiale piansi e fu la mia fine,avevo decretato involontariamente la mia sconfitta,infatti mentre suonavo io il Dio non aveva pianto,non era rimasto coinvolto …il responso fu di otto contro una,solo la musa della danza impietosita dalla mia prossima fine ,sfidando l’ira di Apollo aveva votato a mio favore.
Improvvisi,spuntarono due geni alati che mi presero da dietro le spalle e fui legato ad un albero e il Dio mi scorticò vivo,lasciandomi poi resto sanguinolento come pasto ai lupi.
Quando il vento passa fra le mie spoglie rinsecchite che troverai all’interno di questa grotta,lui piange e senti nelle notti d’inverno il mio pianto muggire da dietro le tormente di neve,mentre quando si placa e diventa brezza nelle sere d’estate suono piano come una carezza ed allora il mio pianto diventa malinconia ma anche musica per chi si ama e uscendo piano da queste valli accarezzo il cuore di tutti coloro che ancora credono nelle cose belle che fanno di questa vita,un libro da sfogliare piano.
Il viaggiatore fra le lacrime ascoltava quel racconto e prendeva nota,avrebbe raccontato di quella magia,ma in fondo solo chi ha ancora il coraggio di credere ,avrebbe sentito il suono di un antico flauto che parla d’amore con le sue note incantate.
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il dio ...

Messaggio  gabriel il Mer Ago 19, 2009 7:48 pm

Bella davvero bella , ladro , io ti ho detto che scrivo ma non sono mica bravo come te ..... poi ultimamente mi manca anche l'ispirazione ... speriamo che mi venga un pò ....

ciao
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Il dio apollo è il Satiro

Messaggio  solenascente il Gio Ago 20, 2009 12:23 am

Anche a me piace la rielaborazione, poi quando si parla di viandanti sono sempre curiosa...
Il meme del peccato d'orgoglio non subisce mai nessuna variazione sia esso commesso da uomo che da Satiro...sempre meritevole di punizione , ma questa storia mi ha fatto fare una riflessione più generale e mi ha posto un quesito:
_Ma si può davvero esercitare questo libero arbitrio oppure siamo limitati solo alla scelta di Hobson, perchè altrimenti si incappa in qualche guaio?
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Re: Il DIo Apollo è il Satiro

Messaggio  ladro_di_parole il Sab Ago 22, 2009 1:15 pm

solenascente ha scritto:Anche a me piace la rielaborazione, poi quando si parla di viandanti sono sempre curiosa...
Il meme del peccato d'orgoglio non subisce mai nessuna variazione sia esso commesso da uomo che da Satiro...sempre meritevole di punizione , ma questa storia mi ha fatto fare una riflessione più generale e mi ha posto un quesito:
_Ma si può davvero esercitare questo libero arbitrio oppure siamo limitati solo alla scelta di Hobson, perchè altrimenti si incappa in qualche guaio?


Credo che Hobson nella sua voglia di dare respiro ai cavalli più impegnati non abbia considerato, punto uno lo stato di salute di ogni singolo cavallo, punto due l'anzianità, punto tre le condizioni fisiche di ogni singolo animale.
alien
La ricera dell''uguaglianza non è mai frutto di un empirico calcolo , il proprio destino si sceglie in base a quanta volontà metti nel far si che una data cosa si realizzi.
Magari non riesci ma quanto meno ci hai provato .
Grazie Sole, come al solito riesci a dare spunti interessanti per lunghe riflessioni, un abbraccio Salvo
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Re: Il DIo Apollo è il Satiro

Messaggio  ladro_di_parole il Sab Ago 22, 2009 1:22 pm

Gabriel ha scritto:Bella davvero bella , ladro , io ti ho detto che scrivo ma non sono mica bravo come te ..... poi ultimamente mi manca anche l'ispirazione ... speriamo che mi venga un pò ....

ciao

Ciao Gabriel, debbo confessarti, he sto prelevando a piene mani da cose scritte in passato, da qualche tempo anche io mi paragono ad un arido deserto, scrivo molto poco.
Sono sicuro che ti tornerà presto la voglia di farlo e ti leggerò volentieri.
Questi raccontini sono solo frutto di attimi così, figli di emozioni e messi in carta, sono sicuro che tu sarai capace meglio di me di scriverne.
Magari qualche volta se Teddy è d'accordo potremmo fare un post dove ognuno di noi scrive un pezzo a continuare quello precedente.
Sono convinto che ne uscirebbe un romanzo, in cui tutti noi ne saremmo parte.
Se Teddy è d'accordo magari comincia lui con il primo pezzo, noi seguiremo.
Capo che ne pensi?
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Re: Il DIo Apollo è il Satiro

Messaggio  vuoi_parlare_con_me il Sab Ago 22, 2009 7:45 pm

Ladro ho gustato moltissimo nel leggere questa tua elaborazione... mi ripeto, ma l'impressione avuta la prima volta nel leggere i tuoi scritti si ripete: con le parole dai magnifiche pennellate che materializzano alla mente del lettore un dipinto!
Io la interpreto come la metafora della nostra vita, o meglio, del nostro viaggio in cerca di noi stessi!
Mi ha fatto riflettere... a volte bisogna ammettere che:


il mio pianto diventa malinconia ma anche musica per chi si ama e uscendo piano da queste valli accarezzo il cuore di tutti coloro che ancora credono nelle cose belle che fanno di questa vita,un libro da sfogliare piano.

Baci in tonalità baritonali
Paola
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Re: Il DIo Apollo è il Satiro

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